Intervista a Tha_Wiz | Identità e visione dell'hip hop

Tha_Wiz Interview | Hip Hop Identity & Vision

Tommy, conosciuto artisticamente come Tha_Wiz, Definisce la sua identità attraverso la cultura hip hop, plasmata da esperienze vissute in Italia, nel Regno Unito e negli Stati Uniti. Il suo approccio alla musica è radicato nell'indipendenza, nell'istinto e in un forte legame con l'estetica del rap classico.

Partiamo dal nome: perché "Tha_Wiz" e cosa rappresenta per te?
Il nome non deriva dal mondo della musica. Me lo diede un compagno di squadra di basket nel 2001, durante gli anni in cui praticavo questo sport. Per me, unisce due aspetti fondamentali della mia vita: il basket e la cultura hip hop. Rappresenta sia la mia mentalità atletica che la mia identità lirica, e da allora mi accompagna da sempre.

Come descriveresti la tua musica a qualcuno che l'ascolta per la prima volta? Segui un genere specifico o esplori la contaminazione tra generi diversi?
Il mio primo contatto con il rap risale alla metà degli anni '90, attraverso cassette e musica underground. Tra le prime influenze figurano Neffa, Frankie Hi-NRG MC, Jovanotti, Colle der Fomento, Kaos e OTR, prima di aprirmi all'hip hop statunitense. Ho sviluppato un forte legame con il sound di New York, in particolare con artisti come Nas, Mobb Deep, Wu-Tang Clan, MOP, Boot Camp Clik e produttori come DJ Premier. Nonostante questa vasta gamma di influenze, non punto alla fusione stilistica. La mia direzione rimane ancorata all'hip hop classico, dove soul, funk, jazz e blues sono fondamenti culturali, non una contaminazione intenzionale.

Da dove trai ispirazione per i tuoi testi e quali temi ti sembrano più urgenti oggi?
La mia scrittura è guidata dalla necessità piuttosto che dalla strategia. Mi concentro su temi personali e sociali, spesso oscillando tra espressione diretta e metafora. Quando scrivo, non penso prima all'ascoltatore. Seguo l'emozione e l'energia del ritmo, e lascio che il testo si formi naturalmente in quello spazio.

Ripensando al tuo percorso, c'è stato un momento che ha cambiato il tuo approccio alla musica?
La mia esperienza a Londra è stata un punto di svolta fondamentale. Quel periodo mi ha spinto a scrivere con maggiore costanza e a prendere più seriamente la registrazione e le esibizioni dal vivo. Mi ha anche dato l'opportunità di esibirmi più spesso e di sviluppare la mia disciplina artistica. Gli spettacoli dal vivo, in particolare, rimangono centrali per la mia identità di artista.

Hai avuto esperienze sia nel Regno Unito che negli Stati Uniti. In che modo hanno influenzato il tuo sound e la tua mentalità?
Quelle esperienze sono state molto formative. Mi hanno permesso di entrare in contatto con persone che condividono la stessa passione per l'hip hop in diversi paesi. Per me, questo ha confermato che l'hip hop è un linguaggio globale che trascende la geografia e unisce gli artisti attraverso un'espressione condivisa.

Tha_wiz foto di set video

Pensi che gli artisti di oggi abbiano bisogno di visibilità internazionale per crescere davvero?
Nell'industria musicale odierna, gli artisti sono spesso spinti ad adattare il proprio sound alle aspettative esterne, il che può portare a compromessi. Non è qualcosa con cui mi identifico pienamente. Preferisco rimanere fedele al mio stile, anche quando non si allinea alle tendenze commerciali.

Come vedi l'attuale panorama musicale italiano? C'è spazio per qualcosa di nuovo?
A mio avviso, l'hip hop in Italia rimane una nicchia, mentre gran parte della musica mainstream risulta fortemente categorizzata e ripetitiva. Credo che l'innovazione sia limitata nel panorama attuale, dove le formule spesso prendono il posto dell'originalità.

Ti vedi in contesti mainstream come Sanremo, o ti senti più vicino ai festival indipendenti?
Mi sento più in sintonia con gli ambienti indipendenti e underground, dove la musica conserva un'energia più diretta e autentica, più vicina al suo intento originale e libera da filtri commerciali.

Qual è la tua opinione sull'intelligenza artificiale in ambito musicale: opportunità o rischio? Gli artisti hanno oggi più controllo o meno?
Considero l'intelligenza artificiale parte del presente, ma non come un sostituto dell'identità artistica. Gli strumenti si evolvono, ma la differenza tra il controllo e l'essere controllati nel processo creativo è sempre esistita. Oggi, semplicemente, è più evidente.

Guardando al futuro, cosa vuoi lasciare in eredità con la tua musica e qual è il tuo prossimo passo?
Per me, la musica è senza tempo e profondamente personale. Esiste al di là delle mode e delle logiche commerciali. Il mio prossimo passo è un progetto solista che include lavoro di produzione, un album completo e collaborazioni con MC e beatmaker, mantenendo al contempo una direzione artistica coerente e radicata nella mia identità.

Segui e ascolta Tha_Wiz!