Birra, musica e social life: la storia di Almond 22

beerLa birra è la bevanda alcolica più consumata al mondo da generazioni, ma anche la più antica. Oggi è un simbolo di convivialità molto gettonato, e il suo consumo massiccio rende più esigenti i palati italiani (e non), sempre alla ricerca di nuove esperienze gustative. È in questo contesto che si inserisce il birrificio Almond 22 di Jurij Ferri, tra artigianalità, ispirazioni musicali e itinerari in giro per il mondo. Per un nuovo e bellissimo viaggio sensoriale. 

Bastano quattro ingredienti magici: acqua, malto, luppolo e lievito. Miscelandoli, si ha come risultato l’essenza della social life, la birra, la bevanda alcolica più antica al mondo. Basti pensare che la sua origine risale addirittura a 5000 anni fa, quando, durante la costruzione delle Grandi Piramidi a Giza in Egitto,ogni lavoratore riceveva una razione giornaliera che andava dai quattro ai cinque litri di birra, garantendosi così nutrizione e ristoro; niente male come carburante per la costruzione delle piramidi!

Nella birra troviamo un contenuto organolettico di bioflavonoidi, zucchero e sostanze azotate. Vi è inoltre una presenza di antiossidanti e supplementi come tannini, destrine e vitamine del gruppo B.Ma anche soprattutto acido folico, molto importante per prevenire l’anemia e la spina bifida nel feto. Possiamo perciò definire questa bevanda una sorta di “pane liquido”, un nutrimento che la cultura popolare ha assorbito determinando il detto storico "Chi beve birra campa cent’anni”..

Ci sono tre tipi di fermentazione della birra: alta fermentazione indotta, bassa fermentazione indotta, fermentazione spontanea. Infatti, esistono ad oggi centinaia di stili e ibridazioni. È diventata anche un prodotto di nicchia, e un esempio su tutti è la birra prodotta dai monaci trappisti. Per essere definita tale, questa deve essere necessariamente prodotta all’interno di una abbazia, la sua elaborazione è rigorosamente controllata dai religiosi, infine i proventi di vendita devono andare a finanziare opere di carità.

Tra processi industriali, artigianali e produzioni amatoriali, cresce sempre di più l’interesse per la mitica bevanda. L’ultimo trend è la birra di produzione casalinga, che potremmo definire “birra da garage”, ma che comunque sta raggiungendo una qualità tale da pareggiare (se non addirittura superare) gli standard di produzione di birre famose in tutto il mondo.

A questo mondo magico della fermentazione si è avvicinato, più di vent’anni fa, anche Jurij Ferri. Quasi per caso nel lontano 1999, ad un festival abruzzese, Jurij vede dei ragazzi circondare un pentolone e con suo sommo stupore scopre che stavano facendo la birra, senza troppi fronzoli. Da lì, l’intuizione: provare anche lui a produrla. Totalmente rapito dai profumi dei cereali, delle fragranze floreali del luppolo e dalla delicatezza del miele, spinto anche dalla moglie Valeria Saraceni, nel 2003 Jurij dà vita al birrificio le birre Almond 22  . La sua missione non è la semplice produzione di birra, ma molto di più: ciò che emerge infatti è un’autentica narrazione del proprio territorio, tramite l’esaltazione di alcune materie prime locali, come il miele proveniente dal parco Nazionale d’Abruzzo ad esempio, o l’acqua pura di Farindola.

Jurij ha anche un occhio attento per la qualità. Infatti, i suoi malti pregiati provengono tutti direttamente da Germania, Inghilterra e Belgio, così come i suoi luppoli da aroma, mentre il farro è biologico, di tipo Dinkel. Particolare attenzione viene data anche ai lieviti utilizzati, che sono in larga parte secchi, volti a conferire alle birre quel loro sapore elegante. Ma Jurij, per le sue molteplici sperimentazioni, non si fa mancare altre materie prime da ogni parte del globo: fa sue per esempio la cannella di Ceylon, il pepe delle foreste del Borneo, il cardamomo e coriandolo indiani, la scorza di arancia dall’Iran, alternandovi la genziana e fiori di arancio calabresi o lo zucchero biologico Mascobato delle Filippine.

Grazie a magistrali e innovativi accostamenti di sapori diversi, le birre Almond 22 spiccano per il carattere originale dei suoi produttori, preservando comunque uno spirito 100% italiano. Ciò si evince dalla volontà di Jurij di spaziare dalla bassa all’alta fermentazione delle sue birre, dalle creazioni con insoliti cereali, fino al fantasioso uso di frutta (uva, ribes, lamponi ed amarene, tra gli altri) e affinamenti in legni di varie essenze.

beerPer Jurij non si tratta semplicemente di bere birra, crede fermamente nel suo potere straordinariamente social. Ecco perché ha creato una TapRoom nella sua terra, a Loreto Aprutino, in provincia di Pescara. Un luogo che egli definisce «un pub con il birrificio intorno, ma anche un birrificio con il pub dentro, dipende dai punti di vista». Uno spazio totalmente immerso nel verde, dove spicca un olivo di 900 anni. Una cornice perfetta insomma per apprezzare sei delle varietà di birra proposte alla spina e venti tipi di le birre Almond 22 in bottiglia. Il tutto accompagnato da deliziosi taglieri di formaggi

e salumi locali, a km o. Non mancano nemmeno piatti speciali, dove tra gli ingredienti si possono trovare proprio queste birre. "Ci piace pensarlo come una seconda casa dove passare piacevoli serate in compagnia di buone birre, ottima musica e dove incontrare persone che amano chiacchierare davanti a una pinta" aggiunge Ferri.

Gli abbiamo fatto qualche domanda, curiosi di saperne di più sulla sua visione delle birre.

Almond 22 è un nome insolito per una birra. Cosa si cela dietro questa scelta?

Ho preso ispirazione dal luogo ospite della prima sede del birrificio. Quest’ultimo era infatti inizialmente un piccolo opificio, dove delle operaie lavoravano a cottimo le mandorle, sbucciate per la produzione di confetti. L’opificio è un luogo storico: risale per l’esattezza al 1922, ed ecco il perché del numero.

Le tue birre hanno ricevuto numerosi premi e riconoscimenti importanti. Qual è, secondo te, il punto di forza di questo birrificio rispetto ad altri artigianali?

Anzitutto, la prima cosa che ci contraddistingue è sicuramente la passione. C’è infatti tanta voglia di fare delle birre sì con del carattere, estrose, fuori dal comune; ma queste sono anche allo stesso tempo semplici e facilmente amabili da tutti. Noi italiani siamo fortunati, abbiamo un’educazione eccezionale sul buon cibo e il buon bere. Insomma, abbiamo il palato allenato. Le mie birre quindi avranno pur nomi complessi e mix particolari, ma sono immediate da apprezzare; probabilmente sposano bene il gusto italiano.

Dopo l’emergenza coronavirus, come ben sappiamo, le cose sono cambiate per tutti. Quanto ha inciso per te questo grande “imprevisto”? Quali potrebbero essere secondo te i possibili scenari per la condivisione di futuri eventi?

Non è una domanda a cui è facile, né piacevole rispondere. Se lo Stato non attiverà misure importanti di sostegno, prevedo un vero disastro.

La tua nuova collezione, Just for Funintende portare la birra a nuovo livello sensoriale. Raccontaci di più su questo progetto.

è una linea di birre che si ispirano direttamente alla mia musica e ai ricordi di buone birre bevute Just for Fun .. C’è una diversa espressione di me stesso riversata in loro, che si discosta dalle altre Almond 22. È come se con loro immaginassi una seconda vita.

Allora proviamo a fare un gioco: scegli cinque tue canzoni preferite e prova ad associarle a cinque delle tue birre.

Se bevo Pink Ipa, mi viene in mente  Could You Be Loved di Bob Marley. Sarà perché questa birra, dai sentori dolci e fruttati come quelli della frutta tropicale e del pompelmo, mi ricorda le atmosfere colorate, calorose e festose della Giamaica. Un altro mio pezzo preferito è Wish you where heredei Pink Floyd. Ad esso, non posso che associare la Torbata, una birra ambrata chiara che sprigiona un profumo complesso, grazie alla sapiente miscela di cuoio, tabacco e frutta secca. Al palato si presenta morbida e dolce, per via delle note del miele (castagno o melata) e della frutta sciroppata. Risulta quindi vellutata, come le note malinconiche della canzone.

beerUn'altra mia canzone favorita dei Pink Floyd, è Shine on you crazy diamond. A questa, collego la Boogeyman: una birra realizzata nello stile delle Imperial Porter, dal gusto deciso. Si percepiscono odori quali caffè d’orzo, cioccolato fondente, liquirizia e frutta secca. Un’inaspettata esplosione di piacere dal gusto fruttato, che non rivela subito la sua elevata gradazione alcolica. Un po’ come accade con il pezzo, che raggiunge il suo apice solo dopo sette minuti.


Poi adoro
Bohemian Rapsody dei Queen: questo capolavoro musicale va ascoltato bevendo la Pret a Porter. Infine, se metto su Message in a Bottle dei Police, un bel bicchiere di Farrotta è d’obbligo. La sua miscela, data da un’alta percentuale di farro biologico, la rende setosa; il profumo che emana è quello dato da un mix di cereali, camomilla e agrumi. Una birra delicata, ma che al contempo lascia il segno. Proprio come l’eleganza della musica dei Police. Chiara Grasso & Giovanni Pellegrino

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